Fondazione Rusconi – Arte negli spazi temporanei
21/03/2022


Progetto

Fondazione Rusconi

Arte negli Spazi Temporanei

Un progetto per riattivare luoghi non utilizzati grazie all’arte “dal grande amore alla mia vecchia città di Bologna augurandomi che essa diventi sempre più bella e più grande”.

Bologna, 22 marzo 2022 – La Fondazione Rusconi presenta il progetto “Arte negli Spazi Temporanei”, un’iniziativa che prevede di destinare temporaneamente e gratuitamente immobili sfitti e improduttivi a sedi per mostre di arte contemporanea, eventi culturali o progetti speciali. “L’obiettivo di “Arte negli Spazi Temporanei” è duplice – dichiara il Presidente della Fondazione, Dott. Ivano Ruscelli – ovvero trasformare una situazione di precarietà e d’incertezza in un’occasione per produrre e rilanciare nuove visioni, offrendo ad operatori culturali e artisti l’opportunità di esprimersi liberamente attraverso la propria ricerca, facendo rivivere spazi non utilizzati grazie all’arte e alla cultura”. Da marzo a luglio 2022 l’immobile di proprietà della Fondazione Rusconi in via Giuseppe Petroni 22/A diventerà una sede espositiva temporanea per mostre ed eventi. Gli spazi, nell’attesa di essere locati, saranno affidati gratuitamente ad artisti, curatori e associazioni che svolgano un’attività in linea con la missione e lo statuto della Fondazione e in un’ottica di riqualificazione urbana del quartiere, in particolare della zona universitaria. Le prime iniziative di quest’anno vedranno il coinvolgimento di diversi soggetti e realtà cittadine impegnate in ambito artistico e culturale. Martedì 22 marzo alle ore 18.30 l’associazione Hamelin inaugurerà negli spazi di via Petroni la mostra dell’illustratrice francese Joëlle Jolivet: Joëlle Jolivet a fumetti. Miss Cat e Freak Parade, promossa nell’ambito di BOOM! Crescere nei libri e della 59. edizione di Bologna Children’s Book Fair – Fiera internazionale del libro per ragazzi. Seguirà, in maggio, il progetto espositivo The soft parade, a cura di Marcello Tedesco, una mostra di opere di sedici artisti contemporanei, tra giovani e già affermati a livello nazionale e internazionale, tra cui Luigi Ontani, Kengiro Azuma, Corrado Levi, Flavio Favelli. In giugno gli spazi ospiteranno i lavori degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna in occasione di Opentour, iniziativa che mette in dialogo le nuove generazioni di artisti e la città, mentre in luglio, Art Motel, laboratorio permanente di arte contemporanea, creerà un luogo di aggregazione artistica invitando cinque giovani artisti a lavorare nello spazio di via Petroni, dove verranno organizzati anche incontri aperti al pubblico con alcuni protagonisti del sistema dell’arte contemporanea italiano.

Articoli su conferenza Stampa tenutasi Martedì 22 Marzo 2022:

A Bologna “Arte negli Spazi Temporanei” di Fondazione Rusconi (artribune.com)

Le mostre più belle da vedere a fine marzo 2022 (elledecor.com)

Arte negli Spazi Temporanei: la Fondazione Rusconi presenta il suo programma espositivo • Gagarin Magazine (gagarin-magazine.it)

Arte in spazi temporanei, progetto per luoghi non utilizzati | Sky TG24

Spazi sfitti? A Bologna vanno ad abitarli le opere d'arte - DIRE.it

Con la Fondazione Rusconi gli spazi sfitti accolgono gli artisti - Cronaca - ilrestodelcarlino.it

Bologna, gli spazi sfitti saranno 'abitati' da opere d'arte - Cultura - ilrestodelcarlino.it

Arte negli Spazi Temporanei Un progetto per riattivare luoghi non utilizzati grazie all’arte - Storie Di Eccellenza

”Arte negli Spazi Temporanei”: un progetto della Fondazione Rusconi | Teatrionline

Arte negli Spazi Temporanei | Un progetto di Fondazione Rusconi, Bologna - politicamentecorretto.com

rosarydelsudArt News: La Fondazione Rusconi presenta il progetto “Arte negli Spazi Temporanei”

 

Programma degli eventi

marzo-aprile 2022 

Gestione spazi: Hamelin A.P.S.

hamelin.net

Joëlle Jolivet a fumetti. Miss Cat e Freak Parade

22 marzo - 14 aprile 2022

Negli spazi di via Petroni 22/A, all’interno del circuito ufficiale di BOOM! Crescere nei libri e della 59. edizione di Bologna Children’s Book Fair – Fiera internazionale del libro per ragazzi, Hamelin presenterà una mostra di Joëlle Jolivet, una delle più importanti illustratrici contemporanee. Una doppia esposizione affiancherà i lavori per più piccoli e l’opera a fumetti per adulti introducendo il visitatore in una dimensione nuova del suo lavoro: il linguaggio dei comics. Nella prima sala saranno esposti i lavori incentrati sulle avventure di una giovane detective privata, Miss Cat (scritto da Jean-Luc Fromental, edito in Francia da Hélium Éditions e in Italia da Fatatrac) mentre nella seconda stanza sarà esposto Freak Parade (scritto da Fabrice Colin e edito da Denoël Graphique), un fumetto che narra la storia della produzione di Freaks, lo scandaloso e geniale film del regista Tod Browning, vista attraverso gli occhi di un assistente sul set ossessionato dal cinema e dai fantasmi della sua infanzia. In occasione della mostra Joëlle Jolivet realizzerà delle immagini ad hoc e creerà una vetrina d’artista per accogliere i visitatori. Sabato 2 e 9 aprile sono organizzate anche visite guidate per famiglie (www.hamelin.net/boom). In collaborazione con Institut Français Italia, Hélium, Fatatrac, e col supporto tecnico di Sticker Mule.

maggio 2022

Gestione spazi: Marcello Tedesco

The soft parade   A cura di Marcello Tedesco

6 maggio - 4 giugno 2022

Venerdì 6 maggio alle ore 18.00, per il ciclo “Arte negli Spazi Temporanei” promosso dalla Fondazione Rusconi, inaugura nello spazio di via Giuseppe Petroni 22/A, The soft parade, una mostra collettiva a cura di Marcello Tedesco che presenta le opere di alcune delle più significative figure del panorama dell’arte contemporanea nazionale in dialogo con artisti più giovani.

Il titolo, The soft parade, allude all’omonimo album dei Doors uscito nel 1968, in cui la frase dello stesso Jim Morrison descriveva in modo poetico la variopinta umanità che popolava Sunset Boulevard in quel periodo, dove distinte e connotate individualità si ritrovavano nello stesso ambiente per fondersi con libertà e audacia in un’insolita, gentile coralità.

Come in una sorta di gioiosa dionisiaca sinfonia, The soft parade vuole provare a ricreare un’atmosfera di confronto, di superamento di rigide categorie interpretative della realtà. Un’esperienza forse necessaria in un periodo storico connotato da una visione fortemente polarizzata e unidirezionale della società. Così sintetizza il curatore: “ho pensato questa mostra come una sorta di antidoto in grado di sviluppare l’impulso ad una atmosfera di pluralità e tolleranza, di democratica, pacifica vitalità. Grazie alla straordinaria qualità delle opere esposte e all’interazione che queste hanno tra di loro sarà possibile fare un’esperienza di equilibrio tra le forze rigidamente polarizzate che caratterizzano l’attuale periodo storico”.

L’allestimento sottolinea il carattere frammentario, ritmico ed eterogeneo, dell’esposizione, dove le singole opere sono concepite come “frasi musicali” che si sommano ad altre in continue ed infinite combinazioni, dando vita a possibilità linguistiche inaspettate. Questo (super) linguaggio potrebbe risultare forse dissonante, poco convenzionale, così come del resto lo fu l’avvento di Dioniso: il dio venuto dall’India per compenetrare la fredda razionalità funzionale del nomos con l’estasi e l’ebrezza, innescando un processo nell’occidente da una parte traumatico e dall’altro fortemente rivitalizzante. Il suo è un atto d’amore, un tentativo di riequilibrare la tendenza dell’uomo a cristallizzare eccessivamente il precario e l’incertezza che connota il vivente.

Una delicata e vertiginosa capacità di ridefinire le istanze del linguaggio connota l’opera di Sergia Avveduti. Attraverso combinazioni apparentemente incongrue, l’artista stabilisce da un lato il suo ruolo con la realtà, dall’altro quello dell’arte. In mostra viene esposta una scultura del 2008, Due giorni di servizio, dove con un minimo gesto viene evocata tutta la rarefatta, aerea, realtà dell’essere umano.

Concepita come una sorta di fugace appunto visivo, la litografia di Kengiro Azuma del 1974, sembra trovare, con grande disinvoltura, la sintesi tra le forme assolute care alla cultura orientale-zen e gli aspetti speculativi e progettuali che connotano la civiltà occidentale. Come sulle ali di un’aquila, in quest’opera è possibile abbracciare due lontanissimi orizzonti.

La radicalità del lavoro di Flavio Favelli consiste nel voler parlare, in modo neutrale, della realtà con gli elementi fisici e simbolici che la connotano. Un minimo spostamento semantico diventa un evento fatale che determina esiti inaspettati. In mostra un’insegna al neon del 2019, dove tre stelle si accendono sulla storia o diversamente sulla sua fine.

L’opera di Eva Fischer è un olio su tela del 1948 che sintetizza bene un linguaggio, sviluppato in tutta la sua produzione, caratterizzato da una dinamica tra svelato e occultato, affermazione e negazione. Attraverso meticolose velature di colore o violente raschiature della superficie pittorica, l’artista crea episodi visivi estremamente drammatici e vitali.

La pittura di Ester Grossi è invece capace di fare qualcosa di apparentemente impossibile: rendere sensuali e attraenti le forme della geometria piana. Attraverso un risolto rapporto tra la superficie pittorica e il soggetto rappresentato l’artista riesce a dare erotica sostanza a quello che comunemente viene percepito come fredda astrazione. In mostra viene presentato un suo acrilico su tela del 2021: Floating.

Il linguaggio artistico di Corrado Levi sembra essere attraversato dai brividi di una perenne febbre. La tecnica mista su carta del 2021 esposta in mostra riferisce di questa condizione “limite”, dove la forma e i segni che la compongono, dopo essersi incredibilmente compresse, si disgregano in una improvvisa inesorabile emanazione di luce.

L’opera di Yari Miele del 2021 in onice iraniano è una monumentale invocazione a tutto ciò che connota la tenacia ritmica e inesauribile del vivente. La forza archetipica di un drago viene chiamata dall’artista a guardia di un prezioso tesoro: l’arte come sinonimo di vita. Questo aspetto è suggerito anche dall’allestimento che vede dispiegarsi l’imponente scultura lungo tutta la sala principale.

 

Per Luigi Ontani la realtà è tutt’altro che qualcosa di noiosamente monolitico, diversamente è governata da una forza giocosa e umoristica che assume come suo principio la costante, perenne metamorfosi. Nella litografia del 1982 esposta in mostra l’artista si rappresenta come il dio Zefiro, personificazione del mite vento primaverile che soffia da ovest.

La perizia tecnica dell’opera di Andrea Renzini del 1997 sembra essere una strategia per poter fabbricare una forma-navicella in grado di trasportare lo spettatore verso terre e orizzonti sconosciuti. La ricerca della bellezza, volutamente distratta, che sembra connotare la vicenda di quest’artista parla della modestia di volersi confrontare con qualcosa che immancabilmente sfugge.

Antonio Violetta presenta un’opera scultorea del 2020 intitolata Torso, in questo caso l’apparente classicità del tema viene rivitalizzato in maniera tellurica dall’artista di Crotone, grazie a un attrito che egli instaura tra una dimensione diurna, legata alla rappresentazione, e un’altra notturna e inconscia legata al superamento di qualunque concrezione.

Scheda tecnica

Artisti:

Sergia Avveduti, Kengiro Azuma, Valentina D’Accardi, Flavio Favelli, Eva Fischer, Niccolò Morgan Gandolfi, Marina Gasparini, Ester Grossi, Corrado Levi, Yari Miele, Sabrina Muzi, Luigi Ontani, Chiara Pergola, Andrea Renzini, Martina Roberts, Antonio Violetta

 

giugno 2022

Gestione spazi: Accademia di Belle Arti di Bologna

www.ababo.it

Opentour

Mostre, incontri, sfilate di moda, presentazioni editoriali, eventi e performance: dal 22 al 30 giugno ritornerà Opentour, iniziativa organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Bologna in collaborazione con importanti istituzioni cittadine. Gli studenti e le studentesse dell’Accademia incontreranno la città e il pubblico di appassionati del mondo dell’arte presentando, negli spazi di via Petroni 22/A, i risultati del lavoro di ricerca e di creazione realizzato nell’ultimo Anno Accademico. La collaborazione tra Fondazione Rusconi e l’Accademia di Belle Arti è già attiva mediante l’attuazione di un progetto formativo di tirocinio curriculare per assistente di galleria e mediatore culturale. Il programma consiste in collaborazioni con gli studenti per la realizzazione di progetti di mostre: dal concept iniziale, all’allestimento, fino alla relazione con il pubblico.

luglio 2022

Gestione spazi: Art Motel laboratorio permanente di arte contemporanea

www.facebook.com/Artmotelitaly

L’ordine della pizza bianca

Dall’1 al 31 luglio, negli spazi di via Petroni 22/A, Art Motel creerà un luogo di aggregazione artistica inteso come laboratorio permanente fruibile dalla cittadinanza. Per quindici giorni, cinque giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, selezionati da Art Motel, usufruiranno dello spazio come studio per costruire una piccola comunità di artisti impegnata in un progetto espositivo che dialogherà con il luogo ospitante e il contesto artistico-culturale che il team di Art Motel avrà cura di ricreare. Art Motel inviterà gli “addetti ai lavori” del mondo dell’arte (artisti affermati, curatori, giornalisti, galleristi e collezionisti) a visitare gli spazi e ad interagire con gli artisti. A fine residenza verrà realizzata una mostra con i lavori prodotti nei precedenti quindici giorni, mentre per tutto il mese di luglio verranno organizzati incontri aperti al pubblico con personalità di spicco del sistema dell’arte contemporanea.

INFO:

Arte negli Spazi Temporanei

Un progetto di Fondazione Rusconi

periodo: marzo-luglio 2022

sede degli eventi: spazio di via Petroni 22/A Bologna

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